Da dove proviene il fumo che fuoriesce dai tombini di New York in ogni stagione dell’anno? La spiegazione al mistero c’è, ma è meglio non divulgarla, giacché quei misteriosi sbuffi del sottosuolo sono i tratti distintivi di un mito. A loro è associata infatti l’immagine notturna e spettrale di una metropoli nei cui vicoli prospera il crimine, una metropoli dark e d’altri tempi, con un disperato bisogno di eroi. Anzi: di supereroi. Nella sua ultima fatica, Marco Mancassola ha rinverdito al contrario i fasti di Gotham City, raccontando una New York del 2006 dove gli eroi, ormai inutili e incanutiti, hanno imboccato il viale del definitivo tramonto. Batman è morto in circostanze scabrose. Reed Richards, ex capo dei Fantastici Quattro, è un attempato consulente governativo che sbava dietro a un’astronauta che potrebbe essere sua figlia. Mystique, la mutante dalla pelle bluastra, è diventata una comica televisiva con spaventose carenze affettive. Ma non aspettatevi il solito gioco di specchi postmoderno: questa decostruzione del mito del supereroe è in realtà una riflessione di tragica bellezza sulla condizione umana in un’epoca a corto di ideali.
Tommaso Pincio – Rolling Stone







