Scritto il 23 gennaio 2012 nella del mio lavoro | Permalink
"È difficile dire se le serie stiano mantenendo il loro ruolo di narrazione privilegiata del presente.
Nel generale evaporare delle forme, dei supporti, dei formati, quale sarà la prossima incarnazione della narrazione epocale? Ci sarà anzi un'incarnazione, mentre tutto sembra sul punto di mutare e disincarnarsi? Chi narra, chi è narrato, chi cerca narrazioni condivide questa incertezza. Tutto evapora ma noi, stupore dello stupore, siamo ancora qui. Siamo sempre noi, lucidi e strafatti, disumani e innamorati, iperconsapevoli e ingenui come bambini. In attesa di alzarci in piedi un'altra volta, barcollanti, nell'alba di un deserto, per un breve cruciale attimo – sussurrando, sì, che abbiamo capito."
(da Quando Tony mangiò il peyote -
mio saggio introduttivo in To be continued. I destini del corpo nei serial televisivi, a cura di Claudia Attimonelli e Angela D'Ottavio, CaratteriMobili 2012.)
Scritto il 19 gennaio 2012 nella del mio lavoro | Permalink
Corriere della Sera Veneto, 19 aprile 2011
Il Mattino di Padova - La Nuova Venezia - La Tribuna di Treviso, 19 aprile 2011
Radio Pereira.it 27 aprile 2011
Corriere Dell'Irpinia, 30 aprile 2011
Radio Tre - Fahrenheit, 9 maggio 2011
L'Alternativa.it 9 maggio 2011
Il Gazzettino edizione di Padova, 9 maggio 2011
Libri consigliati.it 12 maggio 2011
L'Eco di Bergamo, 6 giugno 2011
Il Mascalzone.it 18 giugno 2011
Le parole necessarie, giugno 2011
Courrier International, 21-27 Juillet 2011
Il Mascalzone.it 22 luglio 2011
Pulp Libri, luglio-agosto 2011
Giornale di Sicilia, 14 agosto 2011
Gazzetta d'Alba, 6 settembre 2011
Doppiozero.com, 21 settembre 2011
Ovunquelibri.com, 10 ottobre 2011
Il Giornale di Vicenza, 28 ottobre 2011
Asterischi.it, 28 ottobre 2011
EuropaTV - Supernova - Telepontina - Teletuscolo, novembre 2011
La Repubblica edizione Firenze, 17 novembre 2011
Minima et Moralia, 5 dicembre 2011
Corriere della Sera - La Lettura, 15 gennaio 2012
Scritto il 13 dicembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
«Si accostò. Senza aprire gli occhi lui sorrise e si strinsero. Il gorgoglio della fontana e il ronzio dell'aria e il brusio della gente e il battito dei cuori e la potenza magnetica del mondo che li attraversava, la vibrazione dell'intero globo terrestre.»
Un racconto del sottoscritto compare sul nuovo Granta Italia numero 2.
Scritto il 22 novembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
"Non saremo confusi per sempre" è il vincitore della XX edizione del Premio Fiesole di narrativa.
La premiazione si è tenuta sabato scorso, qui un articolo comparso su Repubblica - pagine di Firenze.
Scritto il 21 novembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Questa settimana sarò qui:
Martedì 15 novembre, ore 18.30, SIRACUSA. Biblios café , via del Consiglio Reginale
'Non saremo confusi per sempre', presentazione. Introduce Guido Gaudioso.
Letture di Nadia Spicuglia.
Sabato 19 novembre, ore 9.00 ca., PESARO. ITC Bramante, via Nanterre 1
Incontro con gli studenti.
Sabato 19 novembre, ore 17.30 ca., FIESOLE. Sala Costantini del Museo Archeologico, via Portigiani 9
Premio Fiesole di narrativa 2011.
Scritto il 14 novembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Un'intervista apparsa su asterischi.com nella serie 'Interviste a uomini impossibili'. Le domande sono di Loris Magro.
Essendo nato nel 1973, possiamo dire che stai a metà della fascia d’età di quella generazione TQ che, tra adesioni e piccole polemiche, anima ormai da qualche tempo il dibattito culturale italiano. Tu cosa pensi a riguardo? Pensi che esista una generazione di Trenta-Quaranta anni anche da un punto di vista culturale oltre che anagrafico?
Seppure con riserve, condivido lo spirito di TQ. Penso esprima istanze di evidenza assoluta. Un trenta-quarantenne è colui che è arrivato giusto in tempo per essere nato e cresciuto in una dimensione post-tutto, di inflazione verticale della parola, del senso, delle storie, delle comunità, di ogni cosa. E in questo deserto di significato si trova ora ad affrontare il panico culturale in cui precipita l’Occidente. Certo, è ovvio che esistono delle ambiguità: gruppo di rivoluzionari o bravi ragazzi riformatori, sindacato dei lavoratori dell’editoria o officina dell’immaginario, assemblea di outsider o di figli di papà? E d’altro canto, di fronte a una situazione che precipita di giorno in giorno, forse sono distinzioni persino superate.
Tanto in Non saremo confusi per sempre quanto nel tuo lavoro precedente, La vita erotica dei superuomini, il mondo dei media, tra i quali spicca, ovviamente, la televisione, ha un ruolo centrale nella narrazione, fungendo quasi da motore dell’azione.
Non so se è il motore, è forse piuttosto la fine dell’azione, il buco nero da aggirare e con cui fare i conti. Parlare della “televisione” oggi fa ridere, è da mezzo secolo che la televisione domina; eppure è oggi che il suo modo di incarnare, amplificare, pervertire, rendere isterico lo Zeitgeist è diventato trasversale e onnipresente. In questo senso la televisione è tutto, è ovunque, anche nella rete, nel cinema, nei libri, nelle sinapsi della gente. Che cosa vuole la gente? Ora più che mai una casa, un pasto caldo e un salotto da cui guardare lo spettacolo della fine del mondo.
Se ne La vita erotica dei superuomini i protagonisti erano dei supereroi calati in contesti, perversioni, solitudini e vite del tutto normali, in Non saremo confusi per sempre vediamo dei fatti reali conditi con delle piccole incursioni sovrannaturali, fiabesche; quello che sembra non mancare mai è però il ruolo dei media e della televisione in particolare, che sembra aver caratterizzato la società dagli anni ’70 a oggi. Come ti è venuta l’idea di utilizzare queste tre realtà che potremmo definire artificiali, false o comunque non vere – le fiabe, il mondo dei supereroi, il mondo dello spettacolo – per raccontare situazioni del tutto realistiche? Pensi che oggi l’unico modo per raccontare la realtà sia avvolgerla in una patina di irrealtà o, se vogliamo, di sovrarealtà?
Beh, che ne sappiamo noi di cos’è la realtà. La fisica non lo sa, perché dovrebbe saperlo la letteratura? In verità è ovvio che la letteratura ha sempre ambito a saperlo, a esprimerlo e a rivelarlo, a offrirne almeno una qualche intuizione. Reale è quel momento in cui un essere umano si ferma, si guarda intorno e dice: io ci sono. Proprio io, proprio qui. La letteratura è stata a lungo un posto per avventurarsi in cerca di questa sensazione. Dal canto mio, mi limito a prendere i mattoni che la mia epoca mi offre, anche i più assurdi, i più artificiali, e a impastarli con la massima possibile intimità. Faccio di tutto per portare i miei personaggi a sentire: sono io, sono qui.
Leggendo Non saremo confusi per sempre non ho potuto non pensare a una grande autrice del postmodernismo inglese: Angela Carter. Hai tratto ispirazione dalle sue fiabe quando hai deciso di calare i fatti di cronaca di Non saremo confusi per sempre in un contesto fiabesco?
Confesso di non avere mai letto Angela Carter.
Anche ne La vita erotica dei superuomini si può scorgere, forse in modo anche più forte che nel tuo libro successivo, l’influenza di un autore inglese: Alan Moore. La letteratura inglese sembra essere tra le tue preferite…
La letteratura anglosassone, più quella americana in verità, è il mio cibo principale. Ma non ho neppure mai letto Alan Moore. Mentre scrivevo l’ultima parte de La Vita Erotica, ricordo rileggevo ossessivamente Philip Roth, Don DeLillo, le poesie di Walt Whitman, e un classico poco anglosassone, Marcel Proust. Ma non mi aspetto siano riconosciuti così come non mi stupisce quando qualcuno riconosce invece, nel mio lavoro, impronte di autori che non ho letto. Accade spesso. La letteratura non è una faccenda trasparente, è una faccenda di strati, di candidi inganni.
Il critico Raymond Federman sosteneva che la letteratura contemporanea stesse perdendo la sua battaglia per lo studio e l’interpretazione del reale. Alla luce delle riflessioni e degli argomenti di cui abbiamo discusso fino a ora, tu cosa pensi a riguardo? Qual è l’ultima battaglia della letteratura?
Non sarà anzitutto la critica, ad aver perso la battaglia? Non sarà il pubblico letterario, frastornato, stanco, annoiato e impaurito, affamato di mediocrità? O forse in effetti gli scrittori, costretti a passare metà del loro tempo a promuoversi da soli, ormai incapaci di fare un passo in fuori dal blob del presente? E d’altro canto… La letteratura è più della somma algebrica dei suoi attori. Avere fede nella letteratura è come avere fede nel mondo: credere che anche allo stremo ci sia ancora vita, ci sia ancora senso.
La vicenda di Eluana Englaro, cui si ispira uno dei racconti di Non saremo confusi per sempre, sta ispirando anche il nuovo film di Marco Bellocchio. I giornali riportano che il film ha un titolo di lavorazione quasi identico a quello del tuo racconto, La bella addormentata. C’è qualche legame?
Nessun legame. Non è sorprendente che una storia così nota e significativa stia ispirando più rielaborazioni. Sono un fan di Bellocchio e sono sicuro sarà un film importante. Ho una sola perplessità: proprio perché non c’è legame tra i due lavori, il fatto che ci siano un racconto e un film ispirati alla stessa storia, e con lo stesso titolo, mi pare una coincidenza forse infelice. Visto che il mio racconto è già uscito, ho fatto chiedere ai produttori del film di considerare un cambiamento di titolo. Non so se lo faranno, certo mi sembrerebbe una questione di stile.
Scritto il 02 novembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Venerdì 28 ottobre, ore 18, libreria Do Rode - Contrà Do Rode 29, Vicenza.
'Non saremo confusi per sempre', presentazione. Introduce Fabio Giaretta.
Scritto il 24 ottobre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Aggiornamento sugli incontri di questo mese.
Domenica 4 settembre, ore 21
Castello di Montà D'Alba – Cuneo
Serata finale del premio letterario “Carlo Cocito”. Autori finalisti: Stefania Bertola, Ascanio Celestini, Marco Mancassola.
Giovedì 8 settembre, ore 21
Ravenna, Festa del PD
Presentazione di 'Non saremo confusi per sempre'
Conduce Alberto Mazzotti.
Venerdì 16 settembre, ore 19
Londra, Italian Bookshop
Presentazione di 'Non saremo confusi per sempre'
Conduce Paolo Nelli.
Scritto il 01 settembre 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Scritto il 16 agosto 2011 nella del mio lavoro | Permalink
Scritto il 04 agosto 2011 nella del mio lavoro | Permalink


