Un progetto che ricorda Pynchon
Il nome di Marco Mancassola è legato a una preziosa guida intitolata "Last love parade" ovvero «storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni». Una storia d'amore omosex stile Anonimo Lombardo, che incrociava un mondo distorto, denso, ossessivo, romantico: quello della definitiva smaterializzazione della musica ridotta a file. C'era anche un'altra coppia di fatto: la gestione di suoni digitali e portatili, e la necessità del raduno fisico, dell'esecuzione impura, della dissonanza. Quella Lonely Planet dell'elettronica era un libro imperfetto, ma necessario, affrontava un'esistenza tra club e party aliena ai tanti narratori sociali e politici della sua generazione. Poi Mancassola è sparito, anche il suo sito si è messo in stand by, solo una mail di contatto e un'avvertenza: sono in giro per il mondo, Messico, Cina, etc. Oggi Mancassola ritorna in silenzio con un'altra dissonanza, un romanzo ambientato a New York. John Reed è un ex supereroe sessantenne, consulente spaziale. «Addio Mr Fantastic» recita un biglietto anonimo che lo perseguita. Eppure Reed non è solo: desideri, ossessioni, incontri, misteri, complotti. Il progetto è ambizioso, nessun gingillamento con materiali pop, il tono serio e dolente come quello dei grandi paranoici americani, De Lillo e Pynchon. Un libro a lungo meditato e che merita attenzione, quella che si concede a chi ha coraggio.







