"È difficile dire se le serie stiano mantenendo il loro ruolo di narrazione privilegiata del presente.
Nel generale evaporare delle forme, dei supporti, dei formati, quale sarà la prossima incarnazione della narrazione epocale? Ci sarà anzi un'incarnazione, mentre tutto sembra sul punto di mutare e disincarnarsi? Chi narra, chi è narrato, chi cerca narrazioni condivide questa incertezza. Tutto evapora ma noi, stupore dello stupore, siamo ancora qui. Siamo sempre noi, lucidi e strafatti, disumani e innamorati, iperconsapevoli e ingenui come bambini. In attesa di alzarci in piedi un'altra volta, barcollanti, nell'alba di un deserto, per un breve cruciale attimo – sussurrando, sì, che abbiamo capito."
(da Quando Tony mangiò il peyote -
mio saggio introduttivo in To be continued. I destini del corpo nei serial televisivi, a cura di Claudia Attimonelli e Angela D'Ottavio, CaratteriMobili 2012.)




