“Gli sciamani sono stati definiti i ‘guaritori feriti’ e, come gli scrittori, sono persone speciali che si distinguono dagli altri per i sogni che fanno, per le loro visioni o per le esperienze uniche che hanno vissuto. Gli sciamani, come molti scrittori, sono forgiati al loro mestiere da prove terribili. Potrebbero essere gravemente malati o cadere da una scogliera e ritrovarsi con tutte le ossa rotte. Potrebbero esser morsi da un leone o da un orso, smontati e riaggiustati come nuovi. In un certo senso muoiono e rinascono e tali esperienze conferiscono loro dei poteri molto speciali. Molti scrittori arrivano a scrivere dopo essere stati masticati dalla vita in qualche modo.
Spesso, coloro che vengono scelti per diventare sciamani si riconoscono da sogni o visioni speciali, durante i quali dèi o spiriti li conducono in altri mondi, dove affrontano prove terribili. Vengono distesi su tavole, gli vengono frantumate le ossa, davanti ai loro occhi organi e ossa vengono separati, cotti e poi reinseriti secondo un ordine nuovo. Vengono sintonizzati su certe frequenze come dei ricevitori radio, per cui, da sciamani, sono in grado di ricevere messaggi da altri mondi. Quindi ritornano alla propria tribù con questi nuovi poteri. Possono viaggiare per altri mondi, da cui ritornano con storie, metafore, leggende capaci di guidare, guarire e dare un significato all’esistenza. Ascoltano i sogni confusi della loro gente e li restituiscono in forma di storie che indicano la giusta condotta.
Noi scrittori condividiamo il potere divino degli sciamani. Non solo viaggiamo in altri mondi, ma ricreiamo spazio e tempo. Quando scriviamo, viaggiamo per davvero nei mondi della nostra immaginazione. Chiunque abbia provato a scrivere seriamente, sa che questo è il motivo per cui occorrono solitudine e concentrazione: stiamo viaggiando veramente in un altro tempo e in un altro luogo.
In qualità di scrittori, viaggiamo per altri mondi non come semplici sognatori, ma come sciamani con il potere magico di imbottigliarli e di riportarli in forma di storie da condividere con gli altri. I nostri racconti hanno il potere di guarire, di rinnovare il mondo, di offrire alle persone metafore per comprendere meglio la loro vita.
Quando noi scrittori applichiamo gli antichi strumenti degli archetipi e il viaggio dell’eroe alle storie contemporanee, saliamo sulle spalle dei creatori dei miti e degli sciamani di molto tempo fa. Quando proviamo a guarire la nostra gente con la saggezza del mito, siamo moderni sciamani. Poniamo le stesse domande dei bambini. Domande che, eterne, vengono poste nei miti: chi sono? Da dove vengo? Cosa mi succederà quando morirò? Cosa significa? Qual è il mio posto? Qual è la meta del mio viaggio dell’eroe?”
[Christopher Vogler, da “Il viaggio dell’eroe” – edizione italiana Dino Audino Editore. Edizione originale: “The Writer's Journey: Mythic Structure for Storytellers and Screenwriters”, 1992.]



