‘Ci sono segreti che hanno bisogno di essere resi pubblici: sono quelli che visitano lo scrittore approfittando della sua solitudine, del suo reale isolamento, che gli fa aver sete.
Di un essere sitibondo e solitario ha bisogno il segreto per posarvisi sopra, chiedendogli, nel dargli gradualmente la sua presenza, che egli la vada fissando, per mezzo della parola, in linee durevoli.
Ha bisogno di un essere appartato da sé e dagli uomini e perfino dalle cose, poiché solo nella solitudine si sente la sete di verità che colma la vita umana, la quale è anche sete di riscatto, di vittoria sulle parole che ci sono scappate tradendoci, sete di vincere per mezzo della parola gli istanti vuoti trascorsi, il fallimento incessante di lasciarsi andare attraverso il tempo.’
(tratto da Maria Zambrano, ‘Perché si scrive’, in ‘Per abitare l’esilio. Scritti italiani’ - Le Lettere Editore)



