Il mondo non è mai stato così monotono e indifferenziato, dominato in ogni angolo dagli stessi stili di vita, dagli stessi prodotti, dalle stesse inquietudini, dalla stessa claustrofobia. Al tempo stesso non è mai stato così diviso e pieno di incomprensioni, di fratture, di sospetto e di solitudine che si incunea tra nazione e nazione, tra cultura e cultura, tra persona e persona. Benvenuti nel XXI secolo! La nostra stramba, paradossale esperienza di cittadini di quest’epoca ci rende desiderosi di nuova saggezza, e insieme cinici e scettici verso chiunque provi a proporcela. Mai come oggi c’è stato bisogno di autentici maestri spirituali. Ma ci vuole volontà, e una sincera apertura d’animo, per uscire dal nostro status di consumatori e accostarci all’opera di qualche vero viaggiatore spirituale in modo attento, maturo, senza relazionarci a essa come all’ennesima moda new age o all’ennesimo prodotto sul mercato della salvezza dell’anima. Bisogna smettere di essere consumatori. Bisogna tornare al ruolo di esseri umani alla ricerca dell’esperienza di altri esseri umani.
A questo proposito propongo il nome di un autore non da tutti conosciuto. Il suo nome è Bede Griffiths. Di lui esistono poche tracce oltre ai suoi libri. Su Youtube gira il video di una sua vecchia intervista: ci mostra un signore dalla faccia magra, barba e capelli candidi, il sorriso gentile e gli occhi abitati da una luce ardente. Nato in Inghilterra nel 1906, dopo gli studi a Oxford si ritirò in una remota località rurale dove scelse di vivere in povertà, lontano dalla tecnologia e dagli stili della vita occidentale. Quando decise di diventare monaco benedettino sembrò che il suo percorso umano e spirituale fosse compiuto: e invece era solo agli inizi. Attratto dalla spiritualità orientale, il monaco cristiano Bede Griffiths iniziò a viaggiare in India e nel 1968 approdò all’ashram di Shantivanam, nel Tamil Nadu, e ne diventò responsabile. Si trattava di una comunità di monaci cristiani che seguiva le consuetudini di un ashram induista, un luogo aperto a persone di ogni fede, incentrato sulla meditazione e la lettura dei testi sacri di varie religioni. Bede Griffiths vi sarebbe vissuto fino alla morte, avvenuta negli anni 90, continuando a vivere in estrema semplicità e ad approfondire la conoscenza delle religioni orientali.
I suoi libri più diffusi sono ‘Il Filo d’Oro’, ‘Ritorno al centro’, ‘Matrimonio tra Oriente e Occidente’ e soprattutto l’ispirato ‘Una nuova visione della realtà - Scienza occidentale, misticismo orientale e fede cristiana’: in Italia è pubblicato dalle edizioni Appunti di Viaggio.
Marco Mancassola – pubblicato originariamente in MADE05, ottobre 2008. NO COPYRIGHT
Last night a writer saved my life è una rubrica sulla letteratura del Novecento, pubblicata ogni mese sulla rivista di design-moda-arte MADE05.



