Michel Foucault è uno di quei
nomi che aleggiano di continuo, come insistenti spettri, sui tentativi di
analisi del nostro contemporaneo. Il filosofo francese scomparso nel 1984 ha
rivolto uno sguardo assai acuto, e lungimirante, su alcuni dei meccanismi più
stringenti dell’epoca in corso: il controllo sociale, il valore politico della
sessualità.
Personalmente, prima ancora che dagli oggetti della sua
riflessione, credo di essere stato attratto dai libri di Foucault per il puro
fatto che erano scritti in modo comprensibile. Non facile ma per lo meno
comprensibile. Ho sempre pensato, con rammarico, che la maggior parte dei
filosofi non sappia scrivere. Ho sempre pensato che la finezza del pensiero di
molti filosofi sia inversamente proporzionale alla chiarezza del loro
linguaggio, e che la loro incapacità di distendere in modo piano un discorso
contraddica la loro stessa missione intellettuale. La filosofia francese
abbonda di esempi di questo tipo. Che sollievo, allora, prendere in mano un
libro del nostro Foucault e trovare esposto, con chiarezza quasi brutale,
l’oggetto della sua riflessione: ‘Quel che è caratteristico delle società
moderne non è che abbiano condannato il sesso a restare nell’ombra, ma che
siano condannate a parlarne sempre, facendolo passare per il segreto.’ Si tratta di un brano de ‘La volontà di
sapere’, primo volume di una trilogia dedicata alla ‘Storia della sessualità’.
Uscito in Francia nel 1976, questo breve e denso volume illuminò e tuttora
illumina, come un’abbagliante cometa, l’analisi sul ruolo del sesso nella
nostra vita sociale. Il luogo comune che il sesso sia un imbarazzante segreto,
una forza repressa nel subconscio di ognuno, cade davanti alle dinamiche
contemporanee in cui il sesso appare invece un’ossessione diffusa, urlata,
amplificata (nonché ovviamente mercificata). Il sesso diventa perversione non
per quello che è in sé, ma per il sistema di potere che lo stuzzica, indaga,
sfrutta. Il potere astuto non reprime il desiderio. Il potere di un sistema
sociale, al contrario, si rafforza dove il desiderio sembra più libero: ecco
perché la nostra vita occidentale diventa una sorta di strano, sospeso sogno di
libertà e insieme, per paradosso, un orizzonte sempre più angosciosamente
asfissiante.
Il sesso diventa emblema e chiave di volta di questo meccanismo. ‘Il sesso, quest’istanza che sembra dominarci, questo segreto che ci appare
sottostante a tutto ciò che siamo, al quale domandiamo di rivelarci quel che
siamo.’
Marco Mancassola – pubblicato originariamente in MADE05, settembre 2008. NO COPYRIGHT
Last night a writer saved my life è una rubrica sulla letteratura del Novecento, pubblicata ogni mese sulla rivista di design-moda-arte MADE05.



